Il capolavoro di Oscar Wilde, nella edizione integrale italiana del 1920
Dorian Gray, un giovane di straordinaria bellezza, si è fatto fare un ritratto da un pittore. Ossessionato dalla paura della vecchiaia, ottiene, con un sortilegio, che ogni segno che il tempo dovrebbe lasciare sul suo viso, compaia invece solo sul ritratto. Avido di piacere, si abbandona agli eccessi più sfrenati, mantenendo intatta la freschezza e la perfezione del suo viso. Poiché Hallward, il pittore, gli rimprovera tanta vergogna, lo uccide. A questo punto il ritratto diventa per Dorian un atto d’accusa e in un impeto di disperazione lo squarcia con una pugnalata. Ma è lui a cadere morto: il ritratto torna a raffigurare il giovane bello e puro di un tempo e a terra giace un vecchio segnato dal vizio.
Viene proposto nella traduzione italiana integrale a cura di Sergio Ortolani (1920).
Oscar Fingal O’Flahertie Wills Wilde, meglio noto come Oscar Wilde (1854-1900), irlandese trasferitosi poi in Inghilterra, è stato scrittore, poeta e drammaturgo, esponente del decadentismo e dell’estetismo britannici.
Collana Il Disoriente – Serie I Grandi della Letteratura
Capolavori in formato 6×9 pollici e testo ad alta leggibilità.