Uno spirito che rivela ciò che nessun vivente può sapere: 75 casi, vagliati su un totale di 916, per la prova più difficile da confutare in tutta la letteratura spiritica.
Genova, 1909: a soli quarantasette anni ma già con un metodo interamente suo, Ernesto Bozzano pubblica il libro che avrebbe dato forma a tutta la sua opera successiva — il primo in cui applica sistematicamente la classificazione per categorie di prova crescente che diventerà la sua firma. Il modello dichiarato è Aksakof; l’ambizione è proseguirne la casistica nel ventennio successivo, attingendo a Light, ai Proceedings della Society for Psychical Research, alla Revue Scientifique et Morale du Spiritisme.
La domanda è la più temuta da chi vuole spiegare tutto con la telepatia: quando un messaggio medianico contiene un dettaglio che né il medium né i presenti potevano conoscere – e quel dettaglio si rivela poi esatto – cosa resta da dire? Bozzano costruisce la propria dimostrazione come una scala a gradini sempre più stretti, fino alla settima e decisiva categoria: casi in cui il defunto identificato è ignoto assolutamente a tutti i presenti, medium compreso.
In appendice, una parte interamente dedicata alle apparizioni al capezzale del morente – sei categorie proprie, dalla visione del solo morituro fino a quella condivisa da più testimoni nella stessa stanza.
Edizione integrale del 1909, con nota introduttiva di Matthew Graves.
Collana Mysteria